Lo Spumante è il prodotto ottenuto dalla prima e seconda fermentazione di uve fresche, di mosto di uve o di vino e caratterizzato, alla stappatura, di anidride carbonica proveniente esclusivamente dalla fermentazione e che, a 20°C presenta una sovrappressione non inferiore a 3 bar e con titolo alcolometrico maggiore a 8,5%.

E’ una definizione che può lasciare qualche dubbio, soprattutto per chi è alle prime armi.

Come viene realizzato, realmente, un vino spumante?

Verranno qui raccontati tre metodi di produzione di vino spumante. Uno è famosissimo e usato in tutto il mondo, il secondo sta riscuotendo sempre più successo ed, infine, l’ultimo è andato in disuso.

Alcune “pillole”…

Quando si parla di vino, non si possono non citare i tipi di vitigni usati per poter realizzare il prodotto che si vuole degustare. Partire dall’inizio della catena produttiva, insomma.

Le uve aromatiche sono ideali per la produzione degli spumanti dolci che sprigionano stimolanti profumi di erbe aromatiche, frutti e fiori colti ad inizio estate e caratterizzati da una piacevolissima sensazione di freschezza.

Il Moscato Bianco, per esempio, regala ottimi risultati in climi freschi come in Piemonte o in Lombardia, ma sono le Malvasie e il Brachetto le varietà d’uva più usate per la produzione di spumanti dolci.

Il metodo usato per elaborare questi prodotti è chiamato Martinotti-Charmat che valorizza i profumi delle uve aromatiche. Nel Veneto, nella zona trevigiana in particolare, il Metodo Martinotti-Charmat è impiegato per la produzione del vino italiano più esportato nel mondo: il Prosecco.

Un altro metodo per realizzare spumanti è quello che in Italia viene chiamato Metodo Classico, in Francia Crémant e nella regione Champagne (e solo lì) Méthode Champenoise.

I vitigni principe di queste produzioni sono Chardonnay, che regala agli spumanti grande eleganza e finezza, il Pinot Nero, vinificato in bianco, dona carattere, struttura e potenza al vino, mentre il Pinot Bianco assicura acidità e delicatezza. Se usato il Pinot Grigio, troveremo nel calice un prodotto certamente aromatico, acido, ma delicato.

Quasi esclusivamente nell’areale di Champagne, è coltivato il Pinot Meunier, vitigno a bacca nera il cui nome deriva da un curioso evento naturale: una lanugine bianca, in primavera, avvolge le gemme della vite, talmente abbondante da far sembrare che le piante siano cosparse dalla farina del Mugnaio (Meunier).

Il Pinot Meunier è un vitigno rustico, ma resistente alle difficili condizioni ambientali della Valle della Marna, troppo umide e nebbiose per altri vitigni.

Franciacorta in Italia e Champagne in Francia sono, sicuramente, le zone di riferimento del mondo delle bollicine a Metodo Classico, ma negli ultimi decenni, stanno facendosi conoscere nuove ed originali realtà come nelle Marche, dove si spumantizza il Verdicchio, oppure la Sicilia con l’Inzolia o, ancora, la Puglia con il Bombino, senza, ovviamente, dimenticare l’areale di Trento e delle bellissime Langhe Piemontesi.