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Dove si trovano i Vigneti?

La pianta di vite non è molto esigente, possiede lunghe radici e, quindi, non necessita di grandi quantità d’acqua. Per questo motivo, una vigna può essere presente in tutte le latitudini del pianeta. All’equatore, però, la pianta non avrebbe un ciclo di riposo perché verrebbe sempre spinta dal clima a produrre frutti. Qui si possono registrare anche tre cicli fruttiferi, ma di scarsa qualità.

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Nell’emisfero nord, la vite, trova il suo habitat naturale a cavallo del 45esimo parallelo (tra il 40esimo ed il 50esimo), infatti la pianta avrà un solo ciclo produttivo ed un periodo di riposo.

Nell’emisfero australe, invece, l’altitudine ideale per i cicli produttivi, varia tra il 30esimo ed il 40esimo parallelo.

Il Vino di qualità nasce in Vigna. Le Vigne migliori sono….in collina.

Come già accennato, la vite non richiede terreni fertili, anzi, predilige quelli piuttosto poveri e con scarse precipitazioni, ma sempre e comunque in collina. Perché? 

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  1. Maggiore superficie di coltivazione.
  2. La luce solare irradia la piantagione in modo più omogeneo, contribuendo a migliorare la fotosintesi clorofilliana ed agevolando il deposito di zuccheri nei frutti.
  3. In collina si registrano temperature più fresche, rispetto alla pianura e, contemporaneamente, lo sbalzo termico tra notte e giorno è maggiore, favorendo una maggiore acidità degli acini e regalando un bouquet aromatico più ricco.
  4. In collina vi è una migliore ventilazione delle masse d’aria che riducono la formazione di muffe sui frutti.
  5. L’acqua delle precipitazioni atmosferiche drena naturalmente, evitando i ristagni. Una quantità elevata di acqua ed i relativi ristagni, riducono l’attività vegetativa della vite.

Minore è la quantità d’acqua riversata nel terreno, maggiore sarà la profondità raggiunta dalle radici con conseguente un accumulo, negli acini, di zuccheri, aromi e polifenoli nobili.

Ogni tipo di Vino ha il suo tipo di Terreno.

Vari tipi di terreno generano diversi risultati nel vino. Vediamo i principali gruppi.

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Terreni calcareo marnosi:   

Si otterranno vini compatti ed intensi di zuccheri, alcolici e di bassa acidità.

Terreni calcarei arenacei:

Questi terreni contengono sabbia in buona percentuale. Si ottengono vini equilibrati, dai profumi fini, ma non sempre predisposti per l’invecchiamento.

Terreni argillosi:

Daranno vini con colori molto intensi e sensazioni olfattive complesse, molto alcolici e molto morbidi.

Terreni calcareo argillosi:

Sono, in realtà, la maggior parte di terreni che troviamo in Italia. Sarà l’enografia italiana a descrivere i vari tipi di vino.

Terreni sabbiosi:

Regalano vini semplici e da bere giovani, senza invecchiamento, come novelli e Lambrusco.

Pericoli della vite

Il pericolo della filossera, ormai, è quasi del tutto eliminato, grazie al piede americano immune al parassita. Esistono, però, vari insetti, come ragnetti o cicaline, che sono combattuti con antiparassitari. Prodotti chimici vietati nelle coltivazioni biologiche dove, invece, viene usato il semplice zolfo.

Oggi, i maggiori pericoli sono dovuti al clima. La grandine che rompe gli acini, le gelate primaverili che danneggiano le gemme e via dicendo.

Ormai si evita di eseguire i vari innesti, come l’innesto all’inglese o maiorchina, sono rischiosi e possono causare la morte dell’intera pianta. Negli ultimi anni, vengono acquistate, dai vivaisti, le barbatelle. Altro non sono che piante europee su piede americano, già formate.

Le barbatelle vengono piantate, con un numero medio di 4000-5000 piante per ettaro, ma la tendenza è quello di aumentare il numero di esemplari, fino a un massimo di 9000 giovani viti per ettaro. La distanza tra una pianta e l’altra è di circa 80 cm, in modo da stimolare la competizione radicale per spingere le radici più in profondità.

Le Proporzioni della Vite.

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Più le radici vanno in profondità meno sarà il fogliame prodotto dalla pianta e saranno presenti  meno grappoli.

Minore è il numero di grappoli appesi alla pianta e, ovviamente, minore sarà il numero di bottiglie prodotte. Però, questi pochi grappoli saranno di altissima qualità. C’è un rapporto inversamente proporzionale tra il numero di grappoli e la qualità del vino.

Concludendo, maggiore è il numero di piante per ettaro, minore sarà il numero di grappoli, minore saranno le dimensioni degli acini che, invece, favoriranno un rapporto polpa buccia elevato.