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Il Ciclo della Vite

Una volta piantate le barbatelle in vigna, le piante non saranno produttive per i primi 3 anni. I frutti e la produzione di vino, infatti, la si potrà avere tra i 5 e i 25 anni di età della stessa pianta. Ovviamente, la quantità dei grappoli d’uva dipende dalla specie della pianta, dal tipo di terreno, dal clima e anche dalle annate (più o meno piovose).

Trebbiano, Merlot e Montepulciano sono vitigni molto produttivi, mentre Piccolit, Nebbiolo e Cabernet-Sauvignon sono vitigni meno prolifici e più irregolari nel corso degli anni.

Dai 25 e fino ai 40 anni di età, la vite entra nella fase di vecchiaia, dove la produzione di frutti viene naturalmente ridotta, ma potrebbe aumentare la qualità finale del prodotto.

In Francia, ma negli ultimi anni anche in Italia, se un vino risulta prodotto da piante con più di 40 anni di età, in etichetta sarà permesso inserire la dicitura “Vieille Vigne”. Vini così etichettati, sono vini di elevata qualità.

Il ciclo annuale della vite inizia dopo la vendemmia, a Novembre/Dicembre, quando la pianta inizia il periodo di riposo durante i mesi invernali.

A Marzo, il terreno inizia a scaldarsi e la linfa inizia a percorrere il tronco della pianta. Poco prima, gli agricoltori, hanno portato la vite e, nei punti in cui è stato eseguito il taglio, la linfa fuoriesce dalla pianta in forma di gocce. Si assiste al pianto della vite.

Ad Aprile appaiono le prime gemme e la pianta inizia a vegetare. Sono molte pericolose le gelate primaverili, che potrebbero uccidere anche gran parte delle gemme. Nel 2017, infatti, in alcuni vitigni del nord Italia, soprattutto in Piemonte e Franciacorta, si è registrata una lunga e pungente gelata che ha provocato la perdita del 30% circa di gemme. La produzione prevista di vino, per il 2017, sarà, quindi inferiore del 30%- 35% rispetto agli anni precedenti.

La pianta di vite è dotata anche di un sotto ciclo produttivo che inizia con la formazione dei primi grappolini. Da Maggio-Giugno la pianta fiorisce ed avviene la fecondazione dei fiori. La vite è, generalmente, ermafrodita e l’impollinazione è data, principalmente, dal vento. Gli insetti, infatti, hanno poca importanza per questo ciclo naturale.

Nella vigne del Piccolit, l’operazione di fecondazione, tende ad abortire spontaneamente e, per evitare che ciò accada, si usa piantare, nelle immediate vicinanze, il Verduzzo, così da favorire l’impollinazione tra le due specie.

Nel caso in cui la fecondazione non sia perfetta, non vengono creati i vinaccioli (nocciolini) negli acini. Per tale assenza, i frutti rimarranno immaturi. Questo evento è chiamato “acinellatura del grappolo”.

Se, invece, la fecondazione è avvenuta regolarmente, i vinaccioli saranno presenti negli acini dell’uva e regaleranno alla polpa del frutto degli impulsi ormonali che causeranno la distensione delle cellule e l’ingrossamento dell’acino, con la conseguente formazione dei primi aromi.

Da metà di Luglio e ad Agosto si assiste alla maturazione del frutto grazie all’invaiatura che trasforma gli acini da verdi al rosso o al bianco in caso di frutti a bacca bianca.

La maturazione dei frutti è già completa a metà Agosto in viti come il Chardonnay ed il Pinot Bianco. Questi vitigni sono detti precoci e regalano frutti con una buona base di acidità.

Sono usati, almeno in Italia per la produzione di vini spumanti con metodo classico.

Barbera, Nero D’Avola, Nebbiolo e Cannonau sono vendemmiati tra settembre ed ottobre, in alcuni casi anche a Novembre e, per questo, sono detti tardivi che, al contrario dei precoci, risultano vini morbidi a causa della presenza degli zuccheri.

Concluso il ciclo produttivo, tra Ottobre e Novembre, la vite inizia a perdere le foglie per, poi, riprende il meritato riposo invernale.